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Naples by foot: la rubrica fatta per turisti e cittadini che hanno voglia di scoprire la città oltre pizza ‘n mandolino™.

Detta così sembra accattivante “ma non si impegna abbastanza” come direbbe la professoressa taccagna che spiaccica il 6 politico agli studenti meno favoriti, quindi mi sforzo a tirare qualche parola magica dal cappello.

Non ho mai frequentato Napoli fino a quando non mi ero iscritta all’Università, ergo nel 2013: non uscivo neanche un granché da casa dapprima e la mia rete di relazioni sociali equivaleva a quella di uno sciamano eremita. Rassicurante.

Tranquilli, da qui parte il bello: nonostante impieghi un’ora minima per arrivare in città, non mi sono lasciata demordere e tra la scusa di un pranzo con gli amici e quella di comprare un pensierino per colleghi ho conosciuto finalmente Napoli. Ho scritto e fotografato artisti di strada decorare i marciapiedi di Via Toledo, le scarpette abbandonate sui muraccioli della Salita di San Martino, l’ex sindaco De Magistris farsi propaganda in un festival “svuota il portafogli & magna” con panino alla mano sulla Riviera di Chiaia, le bancarelle di libri di Port’Alba e il silenzio che attraversa Posillipo, dal Parco Virgiliano fino a scendere nelle vie più snob di Manzoni, Petrarca e piazza Vanvitelli.

Può sembrarvi poco, può sembrarvi banale, ma ogni giorno dedicato solo ad esplorare la città con penna e quadernino in mano è stato per me un giorno particolare. Vi farete poi un’idea leggendo di quel che penso della città in cui sto crescendo tuttora.